“Informel”, mostra di ALICE KOVALEVSKA

ALICE KOVALEVSKA

Nata a Varsavia il 17 febbraio 1994, ALICE KOVALEVSKA all’età di diciannove anni si trasferisce a Milano dove
frequenta la Nuova Accademia di Belle Arti. La letteratura, il teatro e il cinema polacco hanno avuto un impatto fortissimo sulla sua formazione, così come l’atmosfera malinconica di Varsavia e di Cracovia ne hanno influenzato lo sguardo e la sensibilità.

La sua ricerca artistica prende le mosse da una riflessione sui lavori del regista teatrale Tadeusz Kantor, sui concetti di Forma Pura di Ignacy Witkiewicz e di Realtà degradata di Bruno Schulz, oltre che da una profonda fascinazione per il circo, le bambole e i manichini, immaginario
ritrovato nella scena dei club di Milano.

La mostra è composta dal progetto ‘Informel’, un omaggio a Kantor. Il testo affisso presenta
un’analisi delle opere ‘Między Śmietnikiem a Wiecznością’ di Krzysztof Miklaszewski,
‘Metamorfozy. Teksty o latach 1938-1974’ e ‘Klasa Szkolna Dzieło Zamknięte’ di Kantor e della
mostra su Schlemmer e Kantor svoltasi lo scorso anno in Cricoteca a Cracovia.
Le foto e il video sono, invece, frutto dell’elaborazione di una visione personale dei lavori del
regista. La maggior parte degli scatti sono stati fatti al Macao – Centro per le Arti, la Cultura e la
Ricerca, invece per vestire gli attori/modelli sono stati usati dei capi della collezione di Salvatore
Vignola.
La seconda parte della mostra presenta alcuni progetti precedenti: ‘Obscene’ che si rifà al tema
della sessualità, ‘Pierrot in Pain’ che rispecchia l’estetica del circo e dei manichini e, infine, una serie di foto analogiche che ritraggono la cultura club di Milano.